La psicoterapia

La psicoterapia è un’esperienza di crescita che può avere anche durata medio-lunga che mira ad un cambiamento del proprio modo di relazionarsi con se stessi e con gli altri.

Non è necessario “STARE MALE” per iniziare un percorso di terapia. Basta avere desiderio di migliorarsi e di capire meglio i propri meccanismi interiori.

Quando si parla di psicoterapia, si intende comunemente un percorso di crescita e cura della persona attraverso l’uso della parola e di una relazione terapeutica appositamente strutturata, volto al miglioramento delle condizioni di vita psicologiche dell’individuo.

L’obiettivo rimane quello di aumentare la qualità della vita del paziente, in altri termini di farlo stare meglio.

La psicoterapia è molto utile perché nella relazione con lo psicoterapeuta emerge una diversa lettura del presente che ci permette di guardare in modo diverso al passato e di immaginare nuovi possibili futuri.

Normalmente la terapia prevede uno incontro settimanali della durata di un’ora circa presso lo studio del professionista.

Il paziente e il terapeuta si impegnano vicendevolmente ad affrontare con serietà e continuità tale percorso.

La psicoterapia moderna è differente dall’idea popolare della psicoterapia che spesso fa come unico esempio di riferimento la psicoanalisi freudiana: dai tempi del gigante di Vienna molte cose sono cambiate, fermo restando i contenuti straordinari delle sue scoperte e del suo lavoro, ancora oggi da tener ben presente da parte di qualsiasi clinico.

Si può pensare che recarsi dallo psicologo o dallo psicoterapeuta significhi prendersi un impegno che durerà necessariamente anni e anni. Questo può scoraggiare chi avrebbe bisogno di una cura e magari rinunciarvi per paura di non potersela permettere. Secondo molti approcci psicoterapeutici moderni, e secondo l’approccio della Psicoterapia Ipnotica Neoericksoniana, che seguo, non è affatto detto che sia così: è stata mia esperienza clinica anche la soluzione di un problema in un singolo incontro,anche se non è la cosa più comune. Trovo utile fin dai primi colloqui stabilire degli obiettivi concreti condivisi misurabili, con la possibilità quindi di fare il punto della situazione in qualsiasi momento del percorso terapeutico: non ho mai condiviso l’idea di una psicoterapia “infinita” poichè ritengo che il ruolo del teraputa sia quello di creare autonomia, non dipendenza. Personalmente non ho mai seguito un paziente per più di due anni.

Un buon terapeuta lavora per rendersi inutile.

Oggi la psicoterapia freudiana è solamente uno degli approcci possibili per la cura e il miglioramento di sé.

Esistono centinaia di scuole psicoterapiche e quindi di orientamenti dei terapeuti.

La matrice comune è il presupposto che le difficoltà e la sofferenza umane, dovute spesso a difficoltà relazionali (presenti o nella storia di vita del paziente), trovano una naturale soluzione in una relazione terapeutica strutturata: due esseri umani con un obiettivo comune, un paziente che porta le sue difficoltà, le sua potenzialità ed il suo “MONDO” fatto di cultura e valori personali da una parte, ed un professionista formato perchè la relazione in studio sia effettivamente terapeutica dall’altra. La terapia per essere tale rappresenta un percorso di crescita ed arricchimento da parte di entrambi, sia del paziente che del terapeuta: questa è la parte più straordinaria del mio lavoro.

E’ l’occasione per provare a sentirsi ascoltati e non giudicati, stimolati a ragionare e sentirsi in modo nuovo senza che ci vengano imposte idee di altri.

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