Molto spesso, in studio ma anche fuori, quando chiedo a qualcuno cosa prova o sente in merito a qualcosa, mi sento rispondere cosa pensa; per essere ancora più precisi, mi ritrovo ad ascoltare la storia razionale che racconta a me ( e a sé stesso ) sul perché ed il percome le cose sono andate così, e a volte addirittura descrivendo e motivando in modo logico… Quello che pensa di provare, o che pensa sarebbe giusto provare… Ma senza riconoscere cosa sia in realtà l’ emozione che sta un po’ più in basso rispetto alla logica della sua corteccia frontale: Il nome e la sostanza di ciò che aggrotta la sua fronte, contrae i muscoli di collo e spalle, contorce e muove le sue viscere.

Dobbiamo stare molto attenti quando ascoltiamo le persone. Possiamo ascoltare con le orecchie, ed è molto importante. Possiamo ascoltare anche con gli occhi, e saremo ascoltatori ancora più attenti. Per ascoltare fino in fondo, oltre ad orecchie ed occhi bisogna metterci la pancia: come certi strumenti musicali, abbiamo dentro una ” cassa di risonanza” delle emozioni, dove ci sono le nostre e quelle di chi è con noi, in quel momento. Se sappiamo ascoltare con la pancia, capiremo molto di più di quello che verrà detto. Potremo svelare la vera trama sotto le “storie” che ci si racconta. Così possiamo sentire, invece di provare a capire. Sentire con le orecchie, sentire con gli occhi, con la pancia e con il cuore. É questo che fa sentire veramente ascoltati.
Nella nostra cultura viene insegnato come pensare, o cosa pensare, senza considerare che noi siamo fatti più di sensazioni che di pensieri. Per cui ci facciamo opinioni “basate sulla logica”, su questo o quel ragionamento. Per sostenere ciò che pensiamo diciamo ” obiettivamente” come se esistesse un pensiero obiettivo, ” puro”, senza coloritura emotiva. Come se potesse esserci una realtà non mia o tua, o loro, ma oggettiva, pure se da tutti i campi della scienza ci viene la conferma che non esiste tale oggettività. Eppure le persone si ostinano a mutilare la ricchezza dell’esistenza umana di tutto ciò che è corporeo, viscerale, fisico; perché il sudore e i brividi, l’ eccitazione e lo stomaco che si stringe sono difficili da controllare. Che peccato… Così attenti a leggere le note che ci si perde la melodia.

 

Federico Scimone

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